RAYON ACETATE [IT]


Exploration #161 (testo italiano a fondo pagina). Novaceta S.p.A. was an Italian company operating in the chemical-textile sector, producing continuous acetate yarn (Rayon Acetate) from cellulose triacetate derived from trees. This was a highly complex and specialised process, only achievable by a few companies in the world: Novaceta was the European (60% of the European market share in 2001) and world leader in the sector. The quality of the products was very high and appreciated by all customers. Novaceta brand Rayon Acetate was used to produce fabrics with a soft and delicate hand, silky appearance, bright and vivid colours, good breathability, hygroscopicity, antistaticity and comfort. Foulards, ties, shirts, ladies’ dresses, velvets and tapestries were just some of the final products.
The company was founded in 1951 as a joint venture between SNIA and Courtaulds to create cellulose acetate-based fibres. In 2003 it was sold to GZ Fin, as part of a process of rationalisation of SNIA’s activities. On the impetus of the new ownership, together with Bemberg and Nuova Rayon, it gave life to BembergCell, with the aim of creating an Italian cellulosic pole of excellence. But the project was never fully realised and the world crisis in the sector caused difficulties that proved to be irresolvable, leading to the bankruptcy of BembergCell and a 66% reduction in production at the Magenta plant.
Subsequently, the site, together with its 400 employees, was taken over in 2007 by MCM Holding, which presented an ambitious industrial plan that foresaw an increase in production and turnover, which for that year amounted to 27 million. Unfortunately, the plan did not take off and in June 2008 production was stopped, an event that raised the suspicions of the trade unions, who feared property speculation on the vast and centrally located area. In 2009 the employees were laid off and in 2010 the company was admitted to bankruptcy proceedings and went into liquidation. Since then, the site has been abandoned.

Esplorazione #161. Novaceta S.p.A. era un’azienda italiana che operava nel settore chimico-tessile, producendo fili continui di acetato (Rayon Acetato), a partire dal triacetato di cellulosa derivante dagli alberi. Questo era un processo altamente complesso e specializzato, realizzabile solo da poche aziende nel mondo: Novaceta è stata leader europeo (60% della quota di mercato europeo nel 2001) e mondiale del settore. La qualità dei prodotti era molto elevata ed apprezzata da tutti i clienti. Con Rayon Acetato marchio Novaceta venivano prodotti tessuti da una mano morbida e delicata, aspetto serico, colori vivi e brillanti, buone doti di traspirabilità, igroscopicità, antistaticità e comfort. Foulards, cravatte, camicie, abiti femminili, velluti ed arazzi erano solo alcuni dei prodotti finali.
L’azienda nasce nel 1951 come joint venture tra SNIA e Courtaulds per la creazione di fibre a base di acetato di cellulosa. Nel 2003 viene ceduta a GZ Fin, nell’ambito di un processo di razionalizzazione delle attività di SNIA. Su impulso della nuova proprietà, insieme a Bemberg e Nuova Rayon, dà vita a BembergCell, con l’obiettivo di creare un polo cellulosico italiano d’eccellenza. Ma il progetto non è mai stato realizzato completamente e la crisi mondiale del settore ha causato difficoltà che si sono rilevate irrisolvibili, determinando il fallimento di BembergCell e la riduzione del 66% della produzione nello stabilimento di Magenta.
Successivamente, il sito, insieme ai suoi 400 dipendenti, viene rilevato nel 2007 da MCM Holding, che presenta un ambizioso piano industriale che prevede l’aumento della produzione e del fatturato, che per quell’anno si attesta a 27 milioni. Purtroppo il piano non decolla e nel giugno 2008 la produzione viene fermata, evento che fa aumentare i sospetti dei sindacati che temono una speculazione immobiliare sull’area, molto vasta e in posizione centrale. Nel 2009 i dipendenti vengono messi in cassa integrazione e dal2010 è stata ammessa alla procedura fallimentare ed è in liquidazione. Da quell’anno il sito è abbandonato.