OCULUS TOWER

Exploration #55. Quasi tutti i luoghi abbandonati sono stati ribattezzati dagli esploratori con dei nomi fittizi: a volte nomi stravaganti, a volte nomi che ricordano una particolarità del posto. Come il nome di questa fabbrica derivante dal grande lucernario che illuminava una particolare struttura a torre circolare, da cui appunto “Oculus Tower”.
La storia di questo grande complesso industriale, costruito su un’estensione di quasi 120.000 metri quadri, inizia a metà del secolo scorso e dopo vari passaggi di proprietà si conclude nel 2007. Vi si producevano spiriti greggi, spiriti greggi rettificati e alcool denaturati, prodotti destinati sia al settore alimentare (liquori) che al settore industriale (profumeria, cosmesi, farmacia e chimica). Si dice che qui si producesse l’alcool migliore d’Italia. Indifferentemente dal tipo di alcool da produrre la materia prima principalmente utilizzata nella distilleria era il melasso da barbabietola poiché, in quanto scarto dell’industria dello zucchero, era presente in grosse quantità nel territorio.
Le foto di questa esplorazione risalgono all’anno 2014: anche se erano passati pochi anni dalla chiusura l’area era di facile accesso e versava nell’abbandono totale, vittima di atti vandalici e razzie di materiale da parte di bande di ladri. Il complesso era molto esteso e ogni amante dell’archeologia industriale avrebbe potuto impiegare diversi giorni per esplorare ogni diverso edificio e catturare i molti interessanti scorci che l’area, immersa in una silenziosa e solenne atmosfera e una sempre più invadente vegetazione, offriva.
La struttura sicuramente più interessante era la grande torre circolare, l’Oculus Tower, il cuore dello stabilimento. Visibile anche dall’esterno, un bel esempio di architettura razionalista. Era articolata su sette piani percepibili dalle altrettante logge che si sviluppavano sul perimetro interno e che descrivevano, al centro, un vuoto a tutt’altezza che in passato conteneva gli impianti di distillazione, non più presenti durante la nostra visita. Era ancora invece presente il grande carroponte, messo in servizio nel 1951. La torre era sormontata da un lucernario in vetro e presentava molte finestre disposte a coppie che si alternavano alla struttura primaria dei pilastri in cemento armato. Un luogo assimilabile ad un moderno Colosseo, che ha emozionato e meravigliato ogni esploratore urbano che ha avuto la fortuna di visitare.
Diversi lavori di demolizione e bonifica si sono susseguiti dal 2014 ed a oggi l’area risulta quasi del tutto ripulita. Rimane al suo posto soltanto l’Oculus Tower, tesa al controllo perpetuo e assoluto di tutta l’area circostante, con la speranza di un futuro progetto di riqualificazione e valorizzazione.