CERAMICHE VACCARI [IT]


Exploration #177 (testo italiano a fondo pagina). The factory was founded at the end of the 19th century as a brickworks, but it was thanks to the Genovese businessman Carlo Vaccari, who realized the properties of the local clay, that its great development began with the production of ceramic stoneware and porcelain mosaics, the pride of Ponza’s industry and exported all over the world. This increase in production made it necessary to build a Hoffman kiln, an electric power station and mills for grinding clay. The first offices and buildings for the workers, which grew to 1300, were built. The Hoffman kilns were later replaced by tunnel kilns, which were cheaper and less polluting. The period of greatest production occurred after the war, but a liquidity crisis and bad management led to the closure due to bankruptcy in 1972. After this date, various owners followed one another, but they were unable to restore the fortunes of Ceramica Ligure and the last owner, the Austrian company Lasselsberger, was forced to close the business in 2006.

Esplorazione #177. La fabbrica nacque alla fine dell’Ottocento come fabbrica di laterizi, ma fu grazie all’imprenditore genovese Carlo Vaccari, il quale intuì le proprietà dell’argilla locale, che iniziò il suo grande sviluppo con la produzione dei grès ceramico e quella di mosaici in gres porcellanato, fiore all’occhiello dell’industria ponzanese ed esportato in tutto il mondo. Proprio questo incremento della produzione rende necessaria la costruzione di un forno Hoffman, una centrale elettrica e molini per la macinazione delle argille. Si costruiscono i primi uffici e gli edifici per gli operai, che arrivano fino a 1300 unità. In seguito i forni Hoffman verranno sostituiti da quelli a tunnel, più economici e meno inquinanti. Il periodo di maggiore produzione si ebbe nel dopoguerra ma una crisi di liquidità e una cattiva gestione porterà alla chiusura per fallimento nel 1972. Dopo questa data si susseguirono varie proprietà che non riusciranno a risollevare le sorti della Ceramica Ligure e l’ultimo proprietario, l’azienda austriaca Lasselsberger, fu costretto a chiudere l’attività nel 2006.