GARZIFICIO SANITARIA CESCHINA [IT]


Exploration #131 (testo italiano a fondo pagina). Founded in 1907 by the 28-year-old Luigi Gaetano Ceschina, a former representative of medical and surgical items, as the Società Anonima Sanitaria, it quickly became the most important industry in its field. Its fortune came during the Great War, when the demand for medical supplies for the army and the Red Cross was extremely high. The factory produced medical equipment, cotton for weapons (light cotton) and gas masks. The factory produced a large number of masks, which were tested by Ceschina himself. In fact, the entrepreneur had himself locked up in a room full of poisonous gas to test the quality. On 15 November 1937 Ceschina was appointed Cavaliere del Lavoro. He died in 1960, leaving everything to his three sons.
The business continued until 1976 when, on 25 October, Mario, one of Luigi’s sons, was kidnapped by the Mafia and killed shortly after the family had paid a ransom of 400 million lire. Following this event, the factory began a slow decline and closed down a few years later. Since then it has been in a state of neglect and abandonment.

Esplorazione #131. Fondata nel 1907 dall’allora 28enne Luigi Gaetano Ceschina, ex rappresentante di articoli di medicazione e chirurgia, come Società Anonima Sanitaria, in brevissimo tempo divenne la più importante industria del settore. La fortuna arrivò nel periodo della Grande Guerra, quando la domanda di articoli sanitari per esercito e Croce Rossa era altissima. Nella fabbrica si produceva materiale medico, cotone per armi (fulmicotone) e maschere antigas. La fabbrica produsse tantissime maschere, le quali venivano testate da Ceschina in persona. Infatti l’imprenditore si faceva rinchiudere dentro una stanza piena di gas velenoso per testare la qualità. Il 15 novembre 1937 Ceschina viene nominato Cavaliere del Lavoro. Morì nel 1960 lasciando tutto in eredità ai tre figli. L’attività è continuata fino al 1976 quando, il 25 ottobre, Mario, uno dei figli di Luigi, fu rapito dalla mafia ed ucciso poco tempo dopo che la famiglia aveva pagato un riscatto di ben 400 milioni di lire.
In seguito a questa vicenda la fabbrica iniziò un lento declino fino a chiudere pochi anni dopo. Da allora versa in uno stato di abbandono e incuria.