VILLA MINETTA


Exploration #123 (testo italiano a fondo pagina). Villa Minetta, a.k.a. ‘Villa del Vinaio’ (Vintner’s Villa) because of the many bottles of wine still stored in the cellar, is a historic Italian residence dating back to the late 19th century. The villa was owned by the richest man in Italy, Count Edilio Raggio, a member of parliament in the Kingdom of Italy. A shipowner, he founded the Cornigliano steelworks and the Novi coalworks, which produced coal briquettes for railway traction. He was responsible for the foundation of the hospital in Novi, thanks to an exorbitant donation for the time. His fortune at the time of his death was estimated at over 200 million lire (about 15 billion euro), not including real estate and numerous industrial plants.
In 1877, the villa also hosted King Vittorio Emanuele II and Prince Umberto di Savoia, the future Umberto I. The imprint of the villa is reminiscent of French tastes, but what dominates is above all an exuberant touch that adds terracotta statues in the external niches, friezes, stained glass, as well as marble, frescoes and columns in the interiors. The main building, surrounded by 6 hectares of parkland, also had a lemon grove, a swimming pool, a tennis court, a greenhouse, a stable, a caretaker’s house with a turret and a tractor depot. When Count Raggio died in 1906, the villa was taken over by his son, who lived there until 1930, when he moved to a not far away and always extraordinary residence, Villa Lomellina.
From that moment on, several owners followed one another, including the German SS who took this very building as their headquarters. After the Second World War, a well-known family of circus performers, Giovanni Palmiri (stage name “Diavolo Rosso”), lived in the villa. Palmiri was very famous in Italy at the time. His act, in which he swings on the tip of a 50-metre high bamboo cane, leaves all the Italian squares breathless.
After the circus, the Villa was bought by the Spinoglio family, who made it their residence. The Spinoglio family’s fortune, which will be the last to inhabit the villa, also comes to an end, and the property goes up for auction. Dody Al Fayed, who wanted to come and live there with Lady Diana, became interested in buying it.
In the mid-nineties, the villa was again auctioned off and changed hands several times, the last of these being the industrialist Valter Marletti who wanted to renovate it, but failed. Since then, the villa has fallen into disrepair and its interior has been destroyed, first by thieves who took everything inside, including the marble fireplaces, and then by vandals who completed the work.

Esplorazione #123. Villa Minetta, a.k.a. “Villa del Vinaio” per via delle molte bottiglie di vino ancora conservate in cantina, è una storica dimora italiana che risale al finire dell’Ottocento. La villa era di proprietà dell’uomo più ricco d’Italia, il conte Edilio Raggio, parlamentare del Regno d’Italia. Armatore di bastimenti, fondò le acciaierie di Cornigliano e la carbonifera di Novi, in cui si producevano mattonelle di carbone per la trazione ferroviaria. A lui si deve la nascita dell’ospedale di Novi, grazie a una donazione esorbitante per l’epoca. La sua fortuna alla sua morte fu stimata oltre i 200 milioni di lire (pari a circa 15 miliardi di euro), esclusi i beni immobili e i numerosi impianti industriali.
Nel 1877 la villa ospitò anche re Vittorio Emanuele II e il principe Umberto di Savoia, futuro Umberto I. L’impronta della villa è memore di gusti francesi, però a dominare è soprattutto un tocco esuberante che aggiunge statue di cotto nelle nicchie esterne, fregi, vetrate, così come marmi, affreschi e colonne negli interni. L’edificio principale, circondato da 6 ettari di parco, aveva anche una limonaia, una piscina, un campo da tennis, una serra, una scuderia, la casa del custode con torretta ed un deposito per trattori. Alla morte del conte Raggio nel 1906, la villa succede al figlio che la abita fino al 1930, anno in cui si trasferisce in una dimora non lontana e sempre straordinaria, Villa Lomellina.
Da quel momento si susseguirono diversi proprietari, tra cui le SS tedesche che presero come quartier generale proprio questo edificio. Dopo la Seconda Guerra Mondiale abitò nella villa una nota famiglia di sfollati circensi, quella di Giovanni Palmiri (nome d’arte “Diavolo Rosso”). Palmiri è famosissimo nell’Italia del tempo. Il suo numero in cui si dondola sulla punta di una canna di bambù alta 50 metri lascia senza fiato tutte le piazze italiane.
Dopo i circensi, la Villa viene acquistata dalla famiglia Spinoglio che ne fa la sua residenza. Nel parco viene costruita una piscina, un campo da tennis e una struttura con saune e spogliatoi. Anche la fortuna della famiglia Spinoglio, che sarà l’ultima a abitare la villa, finisce, e la proprietà va all’asta. Si interessa all’acquisto Dody Al Fayed, che vuole venirci ad abitare con Lady Diana.
Verso la metà degli Anni Novanta la villa venne di nuovo venduta all’asta e cambiò vari proprietari, ultimo di questi, l’industriale Valter Marletti che voleva ristrutturarla, ma non vi riuscì. Da allora la villa è andata in rovina e il suo interno è stato distrutto prima dai ladri che hanno portato via tutto ciò che conteneva, compreso i marmi dei caminetti, e in seguito dai vandali che hanno completato l’opera.