MINIERA ROSSA

Exploration #111 (italian text below). In the past this area was home to many mines, almost all of them for the extraction of iron. This mine, on the other hand, exploited important silver veins, already from the XV century. The activity flourishes for many years but towards the end of 1800 due to the scarcity of the material and to the lack of investments in machinery and extraction techniques there was a progressive decrease in production until its closure in 1904. The rebirth began in 1935, when a new company interested in fluorite extraction took possession of the mine. The structures and machinery underwent a major modernization and already in 1939 about three thousand tons of fluorite were produced per year, the largest production in Italy. The demand for material was very high, many orders came directly from the Government of the United States of America and the mine ensured work and economic security for all the inhabitants of the surrounding area. Unfortunately, the period of glory was not so long and already in the 1970s, as demand decreased, several changes of ownership began, and some workers were laid off. The excavation activity continued for some time, between interruptions and resumption, until the definitive closure in 1999. Since then the mine has been abandoned. Inside the mine there are still all the machinery for processing raw ore, while the external structure of plate and cement is now part of the landscape of the valley.

Esplorazione #111. Questa zona ospitava in passato molto miniere, quasi tutte per l’estrazione del ferro. Questa miniera sfruttava invece importanti vene di argento, già a partire dal XV secolo. L’attività prospera per molti anni ma verso la fine del 1800 a causa della scarsità del materiale e soprattutto per la mancanza di investimenti sui macchinari e le tecniche di estrazione si ha la progressiva diminuzione di produzione fino alla chiusura nel 1904. La rinascita a partire dal 1935, quando una nuova società interessata alla estrazione della fluorite entra in possesso della miniera. Le strutture e i macchinari subiscono un importante ammodernamento e già nel 1939 si ricavavano circa tremila tonnellate all’anno di fluorite, la più grande produzione in italia. La domanda di materiale è altissima, molte commesse arrivano direttamente del Governo degli Stati Uniti d’America e la miniera assicura lavoro e sicurezza economica a tutti gli abitanti dell’area circostante. Il periodo di gloria non è purtroppo così lungo e già negli anni ’70, in concomitanza con la diminuzione della domanda, cominciano diversi passaggi di proprietà e alcuni lavoratori vengono messi in cassa integrazione. L’attività di escavazione procedette per qualche tempo ancora, tra interruzioni e riprese, fino alla chiusura definitiva nel 1999. Da allora la miniera è abbandonata. Al suo interno sono ancora presenti tutti i macchinari di lavorazione del minerale grezzo, mentre la struttura esterna di lamiera e cemento fa ormai parte del paesaggio della valle.