TERRE ROUGE

Exploration #106 (italian text below). Terre Rouges (red soil) takes the name from the ferruginous ore of its soil. The most extended part of this deposit is in France, but due to geology of the zone, Luxembourg took the most advantage. The ore breaks the surface here and is was easy to extract in large quantities which gave them a tremendous advantage over the French miners. The first foundry was opened in 1870 and in 1872 the first iron ore blast furnace was heated. From 1937 the site was operated by Arbed, now incorporated into ArcelorMittal. At the peak of the steel industry this was a huge site: it consisted in many blast furnaces, rolling mill and steel works connected together by a railway network. Production began to drop in the 1950s, when there was a sudden decline in European iron and steel industry. It stopped in 1977 and the majority of the machineries were dismantled and sold on to Asian countries. In September 2018, IKO Real Estate submitted its project for reconverting the site into a new sustainable, innovative, model residential district. These pictures are of the iron-ore silos, the only buildings left at the time of my visit (2017).

Esplorazione #106. Terre Rouges (terra rossa) prende il nome dal minerale ferruginoso del suo suolo. La parte più estesa di questo giacimento si trova in Francia, ma a causa della geologia della zona, il Lussemburgo ne ha tratto il massimo vantaggio. Qui il minerale spacca la superficie ed è facile da estrarre in grandi quantità, il che ha dato loro un enorme vantaggio rispetto ai minatori francesi. La prima fonderia fu aperta nel 1870 e nel 1872 fu acceso il primo altoforno per la produzione di minerale di ferro. Dal 1937 il sito fu gestito da Arbed, ora incorporato in ArcelorMittal. Al culmine dell’industria siderurgica era un sito enorme: era costituito da molti altiforni, laminatoi e acciaierie collegati tra loro da una rete ferroviaria. La produzione iniziò a diminuire negli anni ’50, quando ci fu un improvviso declino dell’industria siderurgica europea. La produzione si è fermata nel 1977 e la maggior parte dei macchinari è stata smantellata e venduta ai paesi asiatici. Nel settembre 2018, IKO Real Estate ha presentato il progetto di riconversione del sito in un nuovo quartiere residenziale sostenibile, innovativo e modello. Queste immagini sono dei depositi del minerale di ferro, gli unici edifici rimasti al tempo della mia visita (2017).